Domande frequenti

Cos'è il tartaro?

Il tartaro può essere definito come un insieme di depositi solidi e calcificati adesi in zone diverse del dente, sia nella porzione coronale che radicolare e all'interno della gengiva e delle tasche.
E’ formato da materiale duro che è composto da batteri, sali, residui alimentari e placca. Va rimosso mediante l’intervento dell’odontoiatra. L’accumulo di tartaro è un fattore eziologico della malattia parodontale o piorrea.



Cos'è un granuloma?

E' il risultato di una periodontite apicale cronica. Se non trattato può degenerare in una cisti apicale e condurre alla perdita dell’elemento. E’ una zona di infezione locale che deve essere rimossa per la salute del paziente attraverso una devitalizzazione.



La scelta del Dentifricio

Il dentifricio deve possedere un potere abrasivo basso, specie in presenza di recessioni gengivali. Tale valore viene espresso da una sigla e da un numero: RDA 50 indica un’alta abrasività, 25 ne indica una bassa.
I dentifrici a base di fluoro, servono a contrastare la carie, il fluoro, infatti, ha la capacità di fissarsi allo smalto dei denti rendendolo più duro e più resistente alla carie.
I dentifrici qualificati come sbiancanti, invece, sono notevolmente abrasivi. Usati saltuariamente possono servire a togliere dallo smalto le macchie di tè, di caffè, di fumo, ecc.; non serve, invece, usarli abitualmente nella speranza di modificare il colore naturale dei denti, rendendoli più bianchi.



Che cos'è l'ascesso?

L'ascesso è un'infezione acuta, con produzione di essudato o pus accompagnata da infiammazione più o meno intensa del parodonto e dell'osso alveolare. La guancia è gonfia e dolente. Se vi è febbre e se la gengiva, oltre che far male, è tesa e lucida, occorre l'intervento di un odontoiatra per le opportune misure.
Spesso si sente un sapore sgradevole. Non pensate di risolvere un ascesso prendendo degli antidolorifici come se fosse un normale mal di denti. L’ascesso può degenerare in forme gravi con ripercussioni generali che possono interessare seriamente il paziente.



Quali sono le cause dell'alitosi?

L’alitosi può essere generata da diverse cause, di cui alcune di pertinenza odontoiatrica e altre di origine generale.
Le cause possono essere molteplici, da disturbi generali gastrici, all’uso di farmaci a infezioni del cavo orale o tonsillari, delle cavità cariose dei denti, dei seni paranasali. Nella maggior parte dei casi l'alitosi origina proprio nella bocca a causa di sostanze prodotte da batteri presenti sul dorso della lingua, nelle tasche parodontali, nel tartaro, nelle cavita' cariose dei denti. L'eliminazione di tartaro, la cura delle malattie gengivali e della carie e' il primo passo. E' opportuno inoltre un corretto e regolare spazzolamento dei denti e del dorso della lingua e l'uso del filo interdentale.



La pulizia dei denti fatta molte volte all’anno può creare danni ai denti?

Se la pulizia viene eseguita da personale qualificato non può arrecare danni ai denti, anche se troppe pulizie ravvicinate nel tempo, in alcuni pazienti, rischiano di indebolire lo smalto.



Una protesi in ceramica può scheggiarsi?

Le protesi di ceramica possono scheggiarsi per diversi motivi. Spetta pertanto al clinico, in collaborazione con l’odontotecnico, saper valutare i corretti parametri funzionali e biomeccanici che ridurranno al minimo questo inconveniente.



Che cos’è un impianto dentale?

Un impianto dentale è una vite in titanio biocompatibile che, inserito nell'osso, si connette intimamente a quest’ultimo diventando una radice dentaria artificiale. Su questa radice è poi possibile inserire una corona protesica in sostituzione del dente mancante.



Una persona adulta può effettuare un trattamento ortodontico?

Sì, è possibile effettuare un trattamento ortodontico anche in un paziente adulto, sempre con preliminari indagini radiografiche ed una accurata visita clinica.



Esistono tecniche per far ricrescere l’osso?

Le tecnologie moderne prevedono l'utilizzo di innesti e di materiali sintetici per permettere la rigenerazione ossea guidata (GBR). Grazie a questi innesti è poi possibile intraprendere una terapia implantare e protesica.



Quante volte l’anno è necessario effettuare una pulizia dei denti?

Le linee guida consigliano di effettuare una visita di controllo ogni 6 mesi, anche per permettere al dentista di valutare la frequenza delle sedute di igiene orale (di norma una o due volte l’anno).



Il fumo influisce sulla sopravvivenza implantare?

Il fumo può determinare la perdita precoce di un impianto, quindi è fondamentale che chi si sottopone a terapia implantare riduca il numero di sigarette e curi molto bene l'aspetto dell'igiene orale.



Un dente devitalizzato può far male?

Un dente devitalizzato, può continuare a far male anche per 30-40 giorni dopo l'ultima devitalizzazione, anche se eseguita correttamente. La presenza di dolore che superi i 3 mesi, invece, deve far sospettare che ci sia un problema. Inoltre un dente devitalizzato può ammalarsi per altre ragioni diverse dalla causa iniziale. Queste cause possono essere: parodontali, traumatiche ed apicali, quindi su un dente già devitalizzato possono comparire secondariamente delle patologia che possono causare dolore.



Come si pulisce una protesi mobile (dentiera)?

Per pulire una protesi mobile è sufficiente usare uno spazzolino con detersivo per piatti e risciacquare abbondantemente, è sconsigliato invece l’utilizzo di paste dentifrice poiché contengono abrasivi che potrebbero graffiare la resina della protesi . Una volta al mese è consigliato immergerla in aceto per agevolare la rimozione del tartaro formatosi nel tempo.



Come si pulisce l’apparecchio mobile?

Spazzolare l'apparecchio con spazzolino e dentifricio, pulendone accuratamente anche le parti metalliche. Usare solo acqua fredda per sciacquare l'apparecchio, in quanto l'acqua calda potrebbe deformarne la resina. Apposite compresse effervescenti da sciogliere in acqua, possono essere d'aiuto per la pulizia dell'apparecchio mobile. Spazzolare accuratamente i denti e passare il filo interdentale prima di rimettere l'apparecchio.



Esistono altri ausili che possono aiutare nell’igiene orale?

Adatti alla pulizia tra denti e apparecchio ortodontico e nella pulizia interdentale, soprattutto dove ci siano degli spazi più larghi, sono gli scovolini interdentali. Sono di varie dimensioni e forme, da scegliere in base allo spazio da pulire.
 

  • Gli idropulsori sono strumenti che creano un getto d'acqua concentrato per aiutare a rimuovere le particelle di cibo dai denti. Utili per raggiungere aree altrimenti difficili da pulire, in modo da ridurre il rischio di gengiviti. Non sostituiscono comunque, l'uso di spazzolino e di filo interdentale.
  • Le compresse rilevatrici di placca sciogliendosi in bocca, colorano in maniera piu’ evidente i punti dove c'e’ maggior accumulo di placca, indicando dove insistere con pulizia.
  • L’utilizzo di un collutorio al fluoro aiuta a proteggere i denti dal rischi di carie.


Il filo interdentale può essere passato quando si e’ in trattamento con un apparecchio fisso?

E' possibile passare il normale filo interdentale, aiutandosi con aghi passafilo che ne facilitano l'inserimento tra denti e apparecchio, oppure con fili interdentali appositi per apparecchi ortodontici (SuperFloss), dotati di un'estremità più rigida che ne agevola lo scorrimento. Passare il filo interdentale tra dente e dente, facendolo scorrere sotto l'arco ortodontico, pulire la zona gengivale, strofinare il filo interdentale lungo la superficie dei denti e delicatamente intorno agli attacchi, cambiando il filo quando e’ sporco.



Cosa fare per mantenere una corretta igiene orale durante il trattamento ortodontico?

E' importante spazzolare i denti dopo ogni pasto e spuntino, meglio se con uno spazzolino apposito per apparecchi (spazzolino ortodontico), per rimuovere la placca che si annida piu’ facilmente intorno agli attacchi. Brevi movimenti in avanti e indietro consentono di pulire sia i denti, che gli attacchi ortodontici. Spazzolare anche il bordo gengivale e la superficie masticatoria. Alla fine, controllare denti e attacchi da vicino con uno specchio ben illuminato.



Perchè si devitalizza un dente?
  • La presenza di carie molto profonda che si avvicina alla polpa o la invade parzialmente comporta dolore piu' o meno forte. L’unica terapia possibile per ridurre il dolore e salvare il dente prevede il trattamento endodontico o devitalizzazione
  • in presenza di lesioni radiotrasparenti a livello dell’apice del dente (granulomi o cisti)
  • denti che devono essere preparati protesicamente talvolta necessitano di una terapia endodontica per prevenire un danno pulpare seguente alle manovre protesiche
  • elementi che devono essere separati o a cui deve essere asportata una radice per motivi parodontali
  • accentuata sensibilita' dentinale agli stimoli termici e chimici
  • fratture coronali che interessano il tessuto pulpare in maniera severa
  • necessita' di una ritenzione endocanalare per la stabilita' di una ricostruzione della corona.


Cosa NON FARE dopo l'estrazione
  • Non sciacquare la bocca per le prime 4 ore dopo l’estrazione
  • non assumere cibi o bevande caldi
  • non assumere cibi consistenti e gommosi per i primi 2 – 3 giorni
  • non fumare per i primi 2 – 3 giorni
  • non applicare oggetti caldi nella zona sottoposta ad estrazione
  • non masticare gomme per i primi 2 – 3 giorni dopo l’estrazione
  • non assumere farmaci contenenti acido acetilsalicilico (per es. Aspirina®), che potrebbero interferire con il processo di coagulazione
  • starnutire a bocca aperta nel caso di estrazioni dei denti del giudizio superiori
  • non lavare i denti adiacenti alla zona dell’estrazione la sera dell’intervento
  • non praticare attività fisiche pesanti o sportive per i primi 2 – 3 giorni dopo l’estrazione.


Cosa fare dopo l'estrazione
  • Tenere una garza stretta tra i denti sulla zona dell’estrazione per 20 – 30 minuti. In questo modo si facilita il processo di coagulazione
  • applicare del ghiaccio sulla guancia della parte interessata all’estrazione
  • dormire con la testa sollevata da uno o piu' cuscini, in modo da ridurre il gonfiore ed il sanguinamento postoperatorio
  • seguire una dieta composta da cibi liquidi o semi – liquidi in modo da evitare la disidratazione per i primi 2 – 3 giorni dopo l’intervento
  • riposare nei giorni seguenti l’estrazione aiutera' il processo di guarigione riducendo le complicanze
  • proseguire la terapia farmacologia come indicato dall’odontoiatra
  • attuare le normali norme igieniche del cavo orale (spazzolino, filo interdentale, etc.) ma con piu' delicatezza nella zona interessata dall’intervento
  • eseguire sciacqui con collutorio a base di clorexidina per la prima settimana dopo l’intervento, due volte al giorno, dopo aver lavato i denti. Al posto della clorexidina puo' essere usata acqua ossigenata 10 – 12 volumi diluita con acqua (1 parte acqua ossigenata, 1 parte di acqua).


Cosa accade dopo l'estrazione?

Al termine di un’estrazione, specialmente per gli elementi dell’arcata inferiore, e’ possibile notare gonfiore e fastidio, che sono normale parte del processo di guarigione. La sensazione di intorpidimento e formicolio della zona possono persistere per un periodo limitato di tempo dopo l’estrazione per poi scomparire.
Il dolore si presenta spesso quando termina l’effetto dell’anestesia, ma puo' essere controllato con l’assunzione di un antidolorifico.
Il sanguinamento verra' controllato in sede chirurgica, e il paziente viene dimesso a solo quando sia iniziato il processo di coagulazione.
Il gonfiore raggiunge dopo 24 ore dall’intervento le massime dimensioni e puo' durare fino ad una settimana.
Ricordiamo che i sintomi e i segni sopra elencati possono presentarsi anche per le estrazioni di denti diversi da quelli del giudizio, in maniera proporzionale al tempo impiegato per l’estrazione e le difficoltà che variano da caso a caso.
Per i suddetti motivi le estrazioni dentarie possono essere paragonate ad interventi chirurgici veri e propri, ed e’ per questo necessario attenersi ad alcune semplici regole e precauzioni nei giorni successivi. Seguire le indicazioni accelerera' il processo di guarigione evitando spiacevoli complicazioni.



Come comportarsi in caso di emorragia
  • Rimanere in piedi o seduti ma NON sdraiarsi
  • Rimuovere eventuali coaguli dal cavo orale
  • Mordere tenacemente nella zona dell’estrazione una garza bagnata o un fazzoletto pulito per non meno di 30 minuti
  • Applicare impacchi di ghiaccio finche' la coagulazione non e’ ripresa


Denti del giudizio

Spesso accade che mandibola ed osso mascellare siano troppo piccoli per permettere la normale eruzione dei denti del giudizio (o terzi molari). Questi potranno quindi essere parzialmente o totalmente inclusi nell’osso e nella gengiva, e condurre a patologie che si risolvono talvolta solo con la loro estrazione, nonostante costituiscano, quando sono sani, un patrimonio per la bocca del paziente.

L’estrazione dei terzi molari dovra' essere eseguita nei seguenti casi:

  • - quando gli elementi favoriscono ripetute infezioni causando gonfiore, ascessi, dolore e difficolta' nei movimenti della bocca;
  • - quando possono danneggiare i denti adiacenti e non si possa intervenire in maniera diversa se non con l’estrazione;
  • - quando e’ previsto un trattamento ortodontico ed e’ necessario spazio;
  • - quando gli elementi siano non allineati con gli altri e rendono difficili la normale igiene orale


Quale e’ la differenza tra lo sbiancamento professionale e quello venduto nelle farmacie?

Innanzitutto varia la percentuale di perossido di carbammide ed in secondo luogo la durata del trattamento. I sistemi sbiancanti acquistabili in farmacia richiedono dai 14 ai 21 giorni di applicazione con un tempo minimo di un'ora fino ad un massimo di una notte per applicazione.
Uno sbiancamento professionale invece prevede una o due sedute da un’ora ciascuna con risultati subito visibili. Inoltre è importante sapere che non tutti possono utilizzare gli agenti sbiancanti, è sempre meglio utilizzarli dopo aver consultato il proprio dentista.



Cosa sono lo scovolino interdentale ed il filo SuperFloss?

Nei casi di difficoltà nell’utilizzo del filo interdentale, o in caso di protesi a ponte, impianti o apparecchi ortodontici, puo' essere particolarmente utile l’utilizzo degli scovolini interdentali o di appositi fili interdentali che hanno una parte rigida agli estremi che ne facilita l’inserzione nelle zone da pulire.

Gli scovolini si usano facendoli scorrere tra un dente e l’altro a livello della gengiva e con delicati movimenti di va e vieni. Si consiglia l’utilizzo dello scovolino prima dello spazzolino, per permettere una efficacia maggiore del dentifricio. Non utilizzare mai lo scovolino con il dentifricio poiche' si puo' andare incontro ad abrasioni.



Come si usa il filo interdentale?

Utilizzare il filo interdentale e’ di fondamentale importanza, basti pensare che la maggior parte dei processi cariosi sono da imputarsi ad uno scorretto se non mancato uso del filo interdentale.

  • Tagliare circa 50 cm di filo interdentale (cerato o non cerato) ed arrotolarlo a ciascun dito medio. Tenere il filo teso e muoverlo in base alle necessita' impugnandolo tra indice e pollice.
  • Quando il file raggiunge la curva gengivale abbracciare con il filo stesso un dente per volta e portare via l’accumulo di placca con un movimento verso la superficie masticatoria.
  • Ripetere la procedura per ogni spazio interdentale e anche per la parete posteriore dell’ultimo dente.


Come si deve utilizzare lo spazzolino?
  • Posizionare lo spazzolino con un angolo di 45° rispetto al dente e con le setole all’interno del solco gengivale;
  • Eseguire movimenti minimi in avanti e indietro in modo da pulire uno o al massimo due denti per volta, togliendo dal solco e portando verso la superficie masticatoria del dente;
  • Eseguire questo movimento su tutte le superfici dentali, mentre sulla superficie verso la lingua e il palato dei denti anteriori posizionare lo spazzolino in posizione verticale;
  • Applicare una forza minima per evitare danni da spazzolamento come le abrasioni sulla superficie esterna di tutti i denti, mentre e’ possibile spazzolare piu' energicamente sulle superfici masticatorie dei denti.

Gli spazzolini consumati, oltre a non effettuare una corretta igiene orale, possono danneggiare le gengive. Normalmente si consiglia di cambiare lo spazzolino ogni 2 o 3 mesi o comunque quando le setole sono piegate o consumate.